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Articolo giornalistico dedicato a Don Liborio Romano, raccolto da Giovanni Spano

Titolo: DON LIBORIO ROMANO, A 140 ANNI DALLA MORTE

DON LIBORIO ROMANO A 140 ANNI DALLA MORTE
a Liborio Romano, un'Associazione.
Il 17 luglio di quest'anno ricorrono 140 anni dalla morte dell'illustre statista nostro concittadino, a cui è stata intitolata un'associazione che lavora per ricostruire, nel particolare, la storia del personaggio che ha contribuito all'Unità d'Italia. L'associazione non ha grandi aspirazioni tranne una, portare a Patù la maggior parte della documentazione esistente in giro sulla figura di Romano. Dopo anni di ricerca dedicati alla raccolta di testi e documenti che possano essere da sprone a quanti vogliono approfondire il lavoro, un pò fatto, ma tanto ancora da fare, oggi possiamo dire di essere a buon punto. Come diceva Antonio Michele Ferraro, purtroppo non più tra noi, citando i versi di Dante Alighieri: “e raunai le fronde sparse”. Questo lavoro, è cominciato tanti anni fa, nel 1987 circa, quasi per caso, dopo Aver appeso nel mio locale una foto di Liborio Romano. Un giorno, un signore dal portamento elegante stava osservando la foto, ed io avvicinatomi incuriosito, ho chiesto il perchè di tale attenzione, e da li ascoltai un lungo racconto, intorno all'illustre personaggio patuense, la sua famiglia e le vicende personali. Quel signore era l'avvocato Feliciano Argentina di Francavilla fontana, che aveva scritto qualcosa anche su Leuca. Successivamente mi fece dono di alcuni suoi scritti, ma la cosa più importante, che mi consigliò di acquistare fu il testo ”Saggio storico sull'attività politica di Liborio Romano” di Guido Ghezzi, edito nel 1936. Mi attivai subito e investendo i primi soldi per la ricerca (circa £. 60.000) per acquistare il libro da un'azienda che vendeva e vende libri vecchi. L'argomento pian piano mi coinvolse sempre più. Per caso , incontrai Antonio Michele Ferraro (lo storico di Castrignano del Capo morto tragicamente in mare il 12 agosto dello scorso anno), che mi parlò dei suoi interessi per la ricerca storica.Da quel momento iniziò, prepotentemente, il tarlo contaminatore. Passammo diverse serate d'inverno vicino ad una cena calda, parlando dell'illustre sconosciuto ... a Patù, perchè altrove, spendendo un pò di tempo per la ricerca, abbiamo trovato una miriade di riferimenti, che di volta in volta, in originale, in copia o microfilm, abbiamo portato nel nostro paese. Le ricerche non si sono mai fermate, qualche volta hanno subito dei rallentamenti, per poi riprendere con più forza. La morte prematura di Antonio, anche se da un paio di anni non si collaborava più, mi ha fatto perdere l'appoggio per continuare le ricerche con competenza. Fermarsi, mai ! Nel frattempo, avevo allestito un sito internet interamente dedicato a don Liborio. Ho ricevuto tante critiche e qualche apprezzamento, per la passione, verso questo personaggio scomodo; purtroppo il sito era visitato principalmente da personaggi filoborbonici che attribuivano a Liborio Romano, per aver sostenuto l'idea dell'Unità d'Italia, tutte le colpe per le sventure del popolo meridionale, a partire dal 1860. Questi pareri discordanti, mi hanno indotto a pormi tante domande,ed in primis: Chi era veramente Liborio Romano ? Solo la ricerca storica può dare delle risposte, ma come al solito ci divideremo tra innocentisti e colpevolisti. Il mio impegno è per la chiarezza; prima raccogliere il materiale (ce n'è tanto) poi studiarlo, con distacco, quindi farsi un'idea il più vicino possibile alla verità. Fortunatamente, sulla mia strada ho incontrato tanti ricercatori e uno studioso del Risorgimento, che mi hanno dato molti spunti ed incoraggiamenti per continuare il lavoro di raccolta e studio. L'ultima piacevolissima sorpresa: Eliana, da Napoli ... una scoperta; mi ha recuperato la 180^ lettera di Liborio Romano, nell'archivio di Stato di Napoli (era fuori posto), ora mi sta aiutando nella raccolta delle allegazioni (alcune centinaia secondo Giancarlo Vallone e 70-80 per anno secondo il Ghezzi) e altri 36 volumi. Un aspetto di Liborio Romano che per gli studiosi non è stato ancora argomento degno di attenzione. Ed infine, qualche piccola riflessione. Quest'uomo, così potente e spregiudicato, (secondo alcuni) non si è arricchito. Proveniva già da una famiglia benestante, non ne ha avuto giovamento per la sua carriera forense, ha subito carcere ed esililio. A questo punto, bisogna trovare qualche motivo per giustificare il comportamento di Liborio Romano.Qualcosa ce la riferisce lui. "[...]Proprio poche settimane prima della morte, non più al caso di scrivere, detta ad uno dei nipoti qualche ricordo della sua vita, limitandosi ad apporre ad ogni pagina una firma sgangherata. Riafferma il suo infinito amore per la famiglia e la sua onestà. “Ho sempre preferito l’onestà alla ricchezza che avrei potuto procurarmi con la vita pubblica”.[...] (Ghezzi p.33) Secondo il mio punto di vista, l'IDEOLOGIA LIBERALE. Lui è stato sempre un liberale, ed ha sacrificato tutto per le sue idee. A quest'uomo la storia dopo 140 anni dovrebbe riconoscere qualche merito, se non siamo capaci di gratificarlo per il bene che ha fatto al popolo napoletano, preservandolo da guerra civile certa e sangue, almeno un invito a lasciarlo riposare in pace. Se ci sono state delle colpe, in un paese come il nostro dove tutto passa velocemente e si dimentica, perchè questa frangia di nostalgici non lavora per fare chiarezza e dare il giusto valore al comportamento di Liborio Romano?
Giovanni SPANO
Presidente
Associazione Culturale
“Don Liborio Romano” - Patù

Articolo apparso su:
IL FORTINO - giugno 2007

Articolo letto 2024 volte

Autore: Giovanni Spano

Data di pubblicazione: 14/07/2007

Testata: IL FORTINO

 
 
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