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Articolo giornalistico dedicato a Don Liborio Romano, raccolto da Giovanni Spano

Titolo: Omaggio a Liborio Romano

Omaggio a Liborio Romano, statista dell’Unità d’Italia Si terrà a Patù un convegno di studi sulla figura dell’ex ministro salentino, che evitando la guerra civile, favorì il processo dell’Unità d’Italia. Allestita anche una mostra con testimonianze: la medaglia donata da Cavour a Liborio Romano. PATU’ - L’Unità d’Italia si deve grazie a un salentino che evitò una guerra civile. Ed è a lui che l’associazione “Don Liborio Romano” di Patù, in collaborazione con l’amministrazione comunale e i patrocini di Regione Puglia e provincia di Lecce, ha organizzato un convegno di studi dal titolo “Don Liborio Romano e il risorgimento”, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’evento incentrato sulla figura del ministro dell’Interno del Regno delle due Sicilie nel 1860, padre dell’unità italiana perché evitò una guerra civile al momento dell’unificazione delle due metà della penisola, si terrà nella sala consiliare comunale il 6 dicembre: la ricostruzione della sua carriera politica e della sua vita privata saranno al centro degli interventi di studiosi provenienti da tutta la Puglia, che hanno curato ricerche e fornito contributi per la rivalutazione di questo personaggio storico, figura di spicco del Risorgimento italiano insieme a Cavour e Garibaldi. Nato nel 1793 a Patù, nell’estrema periferia del Regno delle Due Sicilie, dopo gli studi leccesi si laurea a Napoli in giurisprudenza e diventa uno dei più importanti avvocati della capitale. Imprigionato sotto Ferdinando II per le sue idee liberali, nel 1860 viene chiamato da Francesco II a reggere la sovrintendenza di polizia per reprimere i moti popolari. Lo stesso anno diventa Ministro dell’Interno e l’8 settembre consente al generale Giuseppe Garibaldi, accampato a Salerno, di entrare a Napoli e unificare le due metà della penisola senza spargimento di sangue, convincendo il re borbonico a ritirarsi a Gaeta. Nel marzo 1861, quando viene eletto il primo parlamento nazionale con sede a Torino, “don Libò” (come lo chiamava affettuosamente il popolo, che lo considerava un eroe) è il deputato più suffragato d’Italia vincendo in otto collegi. Gli ultimi anni li trascorre nella sua terra natale dove muore nel 1867, facendosi seppellire nella tomba di famiglia sita in piazza Indipendenza. Tra le testimonianze relative allo statista conservate a Patù si conta il palazzo di famiglia, sito in piazza Indipendenza ed è destinato a sede del museo archeologico cittadino per custodire i reperti della vicina città messapica di Vereto, oltre che a contenitore permanente dei cimeli di don Liborio, tra cui il suo scrittoio, la medaglia che ricevette nel 1861 dal primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, alcune lettere originali e una collezione di volumi. Di fronte alla dimora signorile sorge la cappella Romano, dove riposano le spoglie del Ministro, mentre tra le campagne di Patù, in contrada “San Nicola”, resta intatta la masseria in cui il padre del Risorgimento Italiano era solito trascorrere i periodi di tranquillità e dove scrisse le sue memorie. L’associazione omonima, cointitolata al compianto storico Antonio Michele Ferraro, da anni si occupa di promuovere la figura e le gesta del personaggio. Il programma del convegno prevede due sessioni, una mattutina ed una pomeridiana. Alle 9, il saluto delle autorità, con Loredana Capone, vicepresidente della Regione Puglia, Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce, Angelo Galante, sindaco del comune di Patù, Giovanni Spano, presidente Associazione “don Liborio Romano”. Tra gli interventi previsti, Giancarlo Vallone, docente di Storia delle istituzioni politiche Università del Salento, Francesco Accogli, direttore Biblioteca Comunale di Tricase, Salvatore Coppola, presidente società di Storia patria per la Puglia sezione di Maglie – Otranto. Conduce il giornalista Mauro Ciardo. Durante l’intervallo dei lavori sarà possibile visitare la mostra dedicata allo statista, allestita nel piano superiore del municipio di Patù, inoltre si potrà visionare il video con le immagini relative ai luoghi che hanno caratterizzato la carriera politica dello statista. La sessione pomeridiana prenderà il via alle 16, con Biagio Ciardo, capogruppo di maggioranza Provincia Lecce, Maria Luisa Cucinelli, vicesindaco di Patù, Laura Maria Branca, Dirigente istituto comprensivo Castrignano del Capo. L’interventi dei relatori saranno nell’ordine di Nico Perrone, docente Scienze Politiche Università di Bari, Mario Spedicato, docente Storia moderna Università del Salento, Fabio D’Astore, docente di Letteratura Università del Salento, Vittorio Zacchino, storico Società di Storia Patria per la Puglia. Conduce il giornalista Gabriele Rosafio

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Autore: Mauro Ciardo

Data di pubblicazione: 04/12/2010

Testata: Lecce Prima

 
 
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