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  Libro degli ospiti - Don Liborio Romano

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Ci sono 225 Messaggi

Giovanni Spano

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Scritto da : mercoledì, 15 settembre 2010 20:09:03
Località : Patù
E-mail : info@donliborioromano.it
Messaggio : Signor Liberato, io purtroppo, con il mio lavoro, posso dedicare poco tempo alla ricerca storica, anche se mi piacerebbe farla a tempo pieno.
In ogni caso, per qualsiasi richiesta sono disponibile a rendermi utile.
I miei riferimenti li ha.
Mi scuso per il tempo che ho impiegato per risponderle, io purtroppo lavoro nel turismo, e per noi la stagione estiva è vitale.
Grazie per il contatto. Giovanni Spano
Ernani

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Scritto da : giovedì, 19 agosto 2010 17:31:36
E-mail : favale.ernani@gmail.com
Messaggio :
Vengo a conoscenza delle vostre iniziative in merito alle verità della nostra storia attraverso la lettura di Terroni di Pino Aprile. Non voglio dilungarmi via e mail,ma mi piacerebbe scambiare qualche parola di persona, magari non appena avrò l'occasione di trascorrere una giornata dalle zone di Patù (tra mare e gastronomia)
E' triste scoprire a 32anni chi siamo veramete.Mi interesso di energia a carattere tecnico e sociale,di come si potrebbe risolvere il problema dei rifiuti,dell'acqua come bene comune e tante altre cose. Non ho mai posto l'attenzione sulla questione meridionale. Il libro di Pino Aprile mi ha aperto gli occhi e la mente a tal punto che le mie ferie le sto spendendo a documentarmi e capire.
Il futuro si costruisce sulle fondamenta della storia.....quella vera e non quella "scritta".
Grazie per il contributo che voi date affinchè ciò avvenga.

Con Stima e gratitudine
Ernani Favale
liberato

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Scritto da : venerdì, 23 luglio 2010 11:16:40
Località : budoni (olbia-tempio)
E-mail : liberatoceriale@tiscali.it
Messaggio : Sto leggendo il libro di P.Aprile intitolato "Terroni",nel quale ho trovato un riferimento alla vostra associazione. Mi interessa molto il vostro lavoro di ricerca e documentazione.Cosa posso fare per saperne di più.Grazie e buon lavoro
Giovanni

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Scritto da : mercoledì, 7 luglio 2010 09:25:41
Località : Spano
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : www.donliborioromano.it
Messaggio : Signor Roberto, sono veramente spiacente per non aver letto prima e risposto subito al suo messaggio. Sono lusingato dalle sue parole, ogni tanto scoprire che qualcuno apprezza il lavoro che si fa, fa piacere ed incoraggia ad andare avanti nella ricerca della chiarezza, che nei libri di testo a scuola, ci è tanto mancata. Cordiali saluti - Giovanni Spano
roberto mancin

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Scritto da : martedì, 15 giugno 2010 14:26:41
E-mail : roberto.mancin@unito.it
Messaggio : ciao amico Giovanni Spano, volevo solo dirti grazie per la passione con cui tieni informati tutti coloro che hanno il buon gusto e la voglia di conoscere una parte importante e significativa della nostra storia...usando lo strumento della chiarezza storica al fine di evitare delle confusioni...grazie per il lavoro che stai facendo..con stima roberto mancin
Rosario Mastroleo

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Scritto da : martedì, 22 dicembre 2009 18:45:46
Messaggio : Le Due Sicilie in Europa
Dal 18 dicembre nel Parlamento Europeo sventola anche la bandiera che fu dell’antico Regno delle Due Sicilie per l’iniziativa dell'eurodeputato del Pdl Enzo Rivellini, napoletano e acceso difensore dei diritti del Meridione d'Italia.

Fonte: neoborbonici.it
Rosario Mastroleo

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Scritto da : martedì, 8 dicembre 2009 21:17:39
Messaggio : Quando cambia la storia. Ammissioni istituzionali

I leader politici, anche nelle massime istituzioni, avvertono sensibilmente il grido di intolleranza che sale dal Mezzogiorno in vista dei 150 anni della sua colonizzazione italo-piemontese. Riportiamo tre interventi assai eloquenti, rispettivamente di Berlusconi, Tremonti e Rutelli, tutti diretti contro la retorica risorgimentale.
Berlusconi

Il 9 settembre 2009 il Presidente del Consiglio in carica ha sorpreso tutti, quando alla kermesse della Giovane Italia, alla festa di Atreju, ha citato un libro su argomenti assai imbarazzanti per il potere. Berlusconi voleva solo dare consigli di lettura alla folta folla che, insieme al ministro Chiara Moroni, lo ascoltava a bocca aperta. Il primo, è ‘Risorgimento da riscrivere’, di Angela Pellicciari, “appassionata di storiografia dell’Ottocento, collaboratrice di Radio Maria e docente di storia e filosofia. La tesi che sostiene la Pellicciari, è che l’Unità d’Italia è stata ottenuta a spese della Chiesa. Per citarla: il processo storico di unificazione dal 1848 al ‘61 si è svolto contestualmente a una vera e propria guerra di religione condotta nel Parlamento di Torino – dove tra i liberali siedono i massoni – contro la Chiesa cattolica. I liberali aboliscono tutti gli ordini religiosi della Chiesa di Stato, spogliano di ogni avere le 57.492 persone che li compongono, sopprimono le 24.166 opere pie, lasciano più di 100 diocesi senza vescovo, impongono al clero l’obbligo di cantare il Te Deum per l’ordine morale raggiunto, vietano la pubblicazione delle encicliche pontificie, pretendono siano loro somministrati i sacramenti nonostante la scomunica, e, come se nulla fosse, si proclamano cattolici“. E’ in fondo una tesi non originalissima, quella del complotto massonico ai danni della povera Chiesa, storiograficamente parlando; ma ha sempre il suo fascino, specialmente tra i fondamentalisti. E’ assai significativo che Berlusconi prenda tale posizione durante le celebrazioni nazionali per i 150 dell’unificazione, volute fortemente dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con largo impiego di risorse pubbliche.
Tremonti

Al convegno dei giovani industriali a Capri del 31 ottobre 2009, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha affermato. “La questione del meridione è una questione nazionale. Non possiamo accettare - ha detto - che il Paese si divida per una crescente dualità”. “Noi abbiamo un debito con i meridionali, è ora di rifletterci tutti insieme, ma non con gli ascari politici che fanno del meridionalismo una professione distruttiva”. L’unificazione d’Italia compiuta con le baionette dall’esercito sabaudo “non e’ stata un’operazione totalmente positiva come abbiamo imparato sui libri di storia”: a dirlo non e’ uno studioso “revisionista”, ma un ministro dello stato, dopo aver riconosciuto l’esistenza di una copiosa “letteratura minore” che racconta l’unita’ d’Italia vista dall’altra parte, quella degli “sconfitti”.
Il ministro si e’ soffermato sullo choc che rappresentò nel 1860 l’annessione del Regno delle Due Sicilie, con “la trasformazione di colpo, in un giorno solo, di Napoli da grande capitale europea in prefettura sabauda. Quanto capitale e’ stato annichilito, distrutto, quale impatto - si e’ chiesto Tremonti - ha avuto sulla borghesia napoletana? Ha distrutto una quota enorme di capitale umano”. E’ da allora, ha ricordato il ministro, che cominciano le grandi migrazioni dei meridionali che si fanno prima proletari d’America e successivamente, con l’industrializzazione italiana, diventeranno i proletari nel nord del Paese. “Noi dobbiamo al meridione. Abbiamo un debito e credo - ha sottolineato il ministro - sia arrivato il momento di rifletterci seriamente insieme, non in modo convenzionale, non con gli ascari politici che del meridionalismo fanno una professione distruttiva. Credo che tutti insieme dobbiamo ragionare in modo diverso da come e’ stato fin’ora”.



RUTELLI

Il 7 novembre 2009 Rutelli ha voluto far sentire una voce di diversa angolatura, Il problema del Mezzogiorno, ha detto sulla linea di Tremonti, è un problema nazionale perché lo stato ha un debito contratto centosessanta anni fa con il Sud dopo averlo economicamente spogliato. Pochi sanno che la divisione che ancora oggi produce il miglior margine di contribuzione per il Gruppo San Paolo è il Banco di Napoli, sostanzialmente svenduto, chissà perché, alla cordata Bnl Ina per 60 miliardi di vecchie lire dal ministero del tesoro e dalla Fondazione Banco Napoli e rivenduto per seimila miliardi di lire al San Paolo di Torino. La sola sede centrale di via Toledo a Napoli valeva più di 60 miliardi di lire. Ultima fase della spoliazione iniziata con Cavour proprio con le banche del Sud. Per non parlare della chiusura nel 1863 di attività industriali di stato borbonico.
Una maggiore incidenza della Lega nella politica italiana diventerebbe territorialmente devastante, indipendentemente dalla bonarietà delle ammissioni di Calderoli sul debito del Nord verso il Sud rese a Lucia Annunziata.

Com’è possibile che i parrucconi attaccati alle cattedre universitarie continuino a parlare dei risorgimento come un secolo fa quando la revisione era imbavagliata e perseguitata?
fonte www.neoborbonici.it
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