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  Libro degli ospiti - Don Liborio Romano

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Ci sono 236 Messaggi

Giovanni

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Scritto da : mercoledì, 7 luglio 2010 09:25:41
Località : Spano
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : www.donliborioromano.it
Messaggio : Signor Roberto, sono veramente spiacente per non aver letto prima e risposto subito al suo messaggio. Sono lusingato dalle sue parole, ogni tanto scoprire che qualcuno apprezza il lavoro che si fa, fa piacere ed incoraggia ad andare avanti nella ricerca della chiarezza, che nei libri di testo a scuola, ci è tanto mancata. Cordiali saluti - Giovanni Spano
roberto mancin

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Scritto da : martedì, 15 giugno 2010 14:26:41
E-mail : roberto.mancin@unito.it
Messaggio : ciao amico Giovanni Spano, volevo solo dirti grazie per la passione con cui tieni informati tutti coloro che hanno il buon gusto e la voglia di conoscere una parte importante e significativa della nostra storia...usando lo strumento della chiarezza storica al fine di evitare delle confusioni...grazie per il lavoro che stai facendo..con stima roberto mancin
Rosario Mastroleo

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Scritto da : martedì, 22 dicembre 2009 18:45:46
Messaggio : Le Due Sicilie in Europa
Dal 18 dicembre nel Parlamento Europeo sventola anche la bandiera che fu dell’antico Regno delle Due Sicilie per l’iniziativa dell'eurodeputato del Pdl Enzo Rivellini, napoletano e acceso difensore dei diritti del Meridione d'Italia.

Fonte: neoborbonici.it
Rosario Mastroleo

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Scritto da : martedì, 8 dicembre 2009 21:17:39
Messaggio : Quando cambia la storia. Ammissioni istituzionali

I leader politici, anche nelle massime istituzioni, avvertono sensibilmente il grido di intolleranza che sale dal Mezzogiorno in vista dei 150 anni della sua colonizzazione italo-piemontese. Riportiamo tre interventi assai eloquenti, rispettivamente di Berlusconi, Tremonti e Rutelli, tutti diretti contro la retorica risorgimentale.
Berlusconi

Il 9 settembre 2009 il Presidente del Consiglio in carica ha sorpreso tutti, quando alla kermesse della Giovane Italia, alla festa di Atreju, ha citato un libro su argomenti assai imbarazzanti per il potere. Berlusconi voleva solo dare consigli di lettura alla folta folla che, insieme al ministro Chiara Moroni, lo ascoltava a bocca aperta. Il primo, è ‘Risorgimento da riscrivere’, di Angela Pellicciari, “appassionata di storiografia dell’Ottocento, collaboratrice di Radio Maria e docente di storia e filosofia. La tesi che sostiene la Pellicciari, è che l’Unità d’Italia è stata ottenuta a spese della Chiesa. Per citarla: il processo storico di unificazione dal 1848 al ‘61 si è svolto contestualmente a una vera e propria guerra di religione condotta nel Parlamento di Torino – dove tra i liberali siedono i massoni – contro la Chiesa cattolica. I liberali aboliscono tutti gli ordini religiosi della Chiesa di Stato, spogliano di ogni avere le 57.492 persone che li compongono, sopprimono le 24.166 opere pie, lasciano più di 100 diocesi senza vescovo, impongono al clero l’obbligo di cantare il Te Deum per l’ordine morale raggiunto, vietano la pubblicazione delle encicliche pontificie, pretendono siano loro somministrati i sacramenti nonostante la scomunica, e, come se nulla fosse, si proclamano cattolici“. E’ in fondo una tesi non originalissima, quella del complotto massonico ai danni della povera Chiesa, storiograficamente parlando; ma ha sempre il suo fascino, specialmente tra i fondamentalisti. E’ assai significativo che Berlusconi prenda tale posizione durante le celebrazioni nazionali per i 150 dell’unificazione, volute fortemente dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con largo impiego di risorse pubbliche.
Tremonti

Al convegno dei giovani industriali a Capri del 31 ottobre 2009, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha affermato. “La questione del meridione è una questione nazionale. Non possiamo accettare - ha detto - che il Paese si divida per una crescente dualità”. “Noi abbiamo un debito con i meridionali, è ora di rifletterci tutti insieme, ma non con gli ascari politici che fanno del meridionalismo una professione distruttiva”. L’unificazione d’Italia compiuta con le baionette dall’esercito sabaudo “non e’ stata un’operazione totalmente positiva come abbiamo imparato sui libri di storia”: a dirlo non e’ uno studioso “revisionista”, ma un ministro dello stato, dopo aver riconosciuto l’esistenza di una copiosa “letteratura minore” che racconta l’unita’ d’Italia vista dall’altra parte, quella degli “sconfitti”.
Il ministro si e’ soffermato sullo choc che rappresentò nel 1860 l’annessione del Regno delle Due Sicilie, con “la trasformazione di colpo, in un giorno solo, di Napoli da grande capitale europea in prefettura sabauda. Quanto capitale e’ stato annichilito, distrutto, quale impatto - si e’ chiesto Tremonti - ha avuto sulla borghesia napoletana? Ha distrutto una quota enorme di capitale umano”. E’ da allora, ha ricordato il ministro, che cominciano le grandi migrazioni dei meridionali che si fanno prima proletari d’America e successivamente, con l’industrializzazione italiana, diventeranno i proletari nel nord del Paese. “Noi dobbiamo al meridione. Abbiamo un debito e credo - ha sottolineato il ministro - sia arrivato il momento di rifletterci seriamente insieme, non in modo convenzionale, non con gli ascari politici che del meridionalismo fanno una professione distruttiva. Credo che tutti insieme dobbiamo ragionare in modo diverso da come e’ stato fin’ora”.



RUTELLI

Il 7 novembre 2009 Rutelli ha voluto far sentire una voce di diversa angolatura, Il problema del Mezzogiorno, ha detto sulla linea di Tremonti, è un problema nazionale perché lo stato ha un debito contratto centosessanta anni fa con il Sud dopo averlo economicamente spogliato. Pochi sanno che la divisione che ancora oggi produce il miglior margine di contribuzione per il Gruppo San Paolo è il Banco di Napoli, sostanzialmente svenduto, chissà perché, alla cordata Bnl Ina per 60 miliardi di vecchie lire dal ministero del tesoro e dalla Fondazione Banco Napoli e rivenduto per seimila miliardi di lire al San Paolo di Torino. La sola sede centrale di via Toledo a Napoli valeva più di 60 miliardi di lire. Ultima fase della spoliazione iniziata con Cavour proprio con le banche del Sud. Per non parlare della chiusura nel 1863 di attività industriali di stato borbonico.
Una maggiore incidenza della Lega nella politica italiana diventerebbe territorialmente devastante, indipendentemente dalla bonarietà delle ammissioni di Calderoli sul debito del Nord verso il Sud rese a Lucia Annunziata.

Com’è possibile che i parrucconi attaccati alle cattedre universitarie continuino a parlare dei risorgimento come un secolo fa quando la revisione era imbavagliata e perseguitata?
fonte www.neoborbonici.it
Mino Errico

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Scritto da : sabato, 21 novembre 2009 17:40:27
E-mail : info@eleaml.org
Sito Web : http://www.eleaml.org
Messaggio : LIborio Romano col suo trasfoprmismo è stato l'antesignano della classe dirigente a cui è stata appaltata fino ai giorni nostri l'amministrazione del mezzogiorno.
Anche se egli in un lungo "memoriale" chiede poi a Cavour di intervenire nel sud con investimenti per dare pane e lavoro resta il fatto che le sue scelte finirono sempre per essere contraie agli interessi della terra in cui era nato. A partire dalla questione degli zolfi.
E non fu l'unico. Altri come come Villari che mentre nel 1861 (lettere poco note al grande pubblico che nelle università studia le più recenti) denuncia nelle sue lettere lo stato disastroso delle province napoletane sotto il doverno piemontese nelle lettere del 1875-1876 ne dà una immagine da cartolina - quella odierna di un luogo infernale assediato dalla malavita organizzata.
Un atro Diodato Lioy che a pochi giorni dall'ingresso di garibaldi già denuncia le cose che non vanno. Nessuno però di questi liberali ebbe il coraggio di fare quello che fece Proto, passare dalla parte dei Borbone, unico modo per fare gli interessi del paese meridionale. Un breve stralcio da alcuni articoli di Lioy:
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Come potremmo noi approvare la trasformazione dell'uffizio d'Intendente in quello di Governatore, quando nessuna necessità del momento sembra domandarla? Altra volta abbiamo espresso il voto che nulla fosse cambiato all’ordinamento amministrativo, poiché noi siam persuasi che il nostro regno ha piuttosto da dare che da ricevere dal gran regno italiano, di cui va a formar parte.
Diodato Lioy - Napoli, 13 ottobre 1860
Le nostre leggi, generalmente parlando, sono ottime e non bisogna mutarle se non dopo maturo esame e cercando sempre di perfezionarle e farle adottare agli altri nostri fratelli, coi quali siamo chiamati a formare fra breve un solo Regno.
Diodato Lioy - Napoli, 13 ottobre 1860
Mastroleo Rosario

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Scritto da : giovedì, 19 novembre 2009 23:59:38
Messaggio : Si ricordi! "La storia è sempre scritta dai Vincitori" .... Non lo dimentichi mai .....
Giovanni Spano

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Scritto da : mercoledì, 18 novembre 2009 22:17:04
E-mail : info@donliborioromano.it
Messaggio : Signor Mastroleo, io avevo colto il suo invito, mi sembra che aveva detto che era il suo ultimo intervento. Veda io rispetto le idee degli altri ma anche le mie. Non ho continuato perchè il discorso stava trascendendo; anche il fatto che afferma di avere più documenti di me, questo non mi preoccupa , io sono un appassionato e non uno studioso. E poi ognuno da quello che ha- C'è molta gente che non la pensa come lei, infatti sul personaggio che lei tanto disprezza (perchè causa di tutti i mali dal sud) è uscito un'altro libro proprio in questi giorni e che ho riportato nell'elenco dei libri del sito. Liborio Romano, sarà un personaggio discusso, ed evito di elencare tutti gli attributi di cui lei ci ha fatto omaggio, ma se ancora tanti ne parlano, evidentemente desta l'interesse di tanta gente che non la pensa come lei
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