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  Libro degli ospiti - Don Liborio Romano

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Ci sono 225 Messaggi

Giovanni Spano

IP: xxx.xxx.xxx.xxx

Scritto da : domenica, 7 gennaio 2007 10:01:20
Località : Patù
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : http://www.donliborioromano.it
Messaggio : Signor Bellotti, io rispetto il suo punto di vista, pur non condividendolo; gli argomenti storici andrebbero approfonditi e fatta chiarezza, non mi sembra che lei abbia dedicato tanto tempo alla figura di "don Liborio Romano", concordo con lei che è una figura discussa, ma rimango del parere che la storia andrebbe studiata e valutata da più angolazione, per poi alla fine avere una visione esatta dei fatti.
Il mio lavoro è per la chiarezza della storia, e cerco di fornire il mio piccolo contributo, condivisibile o meno, anche se potrebbe sembrare di parte, ma così non è, infatti il mio lavoro porta anche allo studio e alla rivalutazione del "Brigantaggio" quindi se avesse o volesse notizie, basterebbe comunicare e non denigrare il lavoro di altri, che nello spirito dell'alta democrazia, non la pensano come noi.
Un cordiale saluto - Giovanni Spano
Mario Bellotti

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Scritto da : domenica, 7 gennaio 2007 09:58:47
Messaggio : Caro Giovanni Spano,

mi creda, se Patù (il suo paese) si dimentica di Liborio Romano, dimostra solo una considerevole dose di buon senso e civiltà. Il Salento è talmente bello e ricco, che una macchia come quella di aver dato i natali al "traditore amico dei camorristi" viene tranquillamente perdonata, lavandola nell'oblio.
Ma se preferisce, e non Le nego che lo preferirei anch'io, si potrebbe però ricordarlo dando una veste solenne ed ufficiale alla memoria del popolo, fieramente "impermeabile" alla cultura prezzolata degli accademici: ricordarlo né più né meno come un traditore, appunto. Una memoria eterna al disonore di un cittadino di Patù, a cui nessuno si ispirerà più.

Saluti,
Mario Bellotti
staff sito

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Scritto da : venerdì, 10 novembre 2006 18:18:32
Località : Patù
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : http://www.donliborioromano.it
Messaggio : Catiusha, il contributo che ha dato lo zio Antonio Ferraro per le notizie pubblicate su questo sito, è enorme, come è grande il suo ricordo. Il sito è aperto a quanti vogliono che la figura di Antonio non sia dimenticata. Giovanni Spano
Katiusha Ferraro

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Scritto da : mercoledì, 8 novembre 2006 16:19:18
Località : Bari
E-mail : katiusha.ferraro@libero.it
Sito Web : http://www.donliborioromano.it
Messaggio : Facendo alcune ricerche riguardanti mio zio Antonio Ferraro, ho scoperto x caso l'esistenza di qst. sito web.
Ho letto un messaggio di ringraziamento del 18.05.06, di G. Spano rivolto a mio zio Antonio.
Vorrei soltanto che mio zio non fosse dimenticato mai.
Grazie e buon lavoro a tutto lo staff.
Ferraro Katiusha
Giovanni Spano

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Scritto da : lunedì, 6 novembre 2006 07:42:45
Località : Patù
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : http://www.donliborioromano.it
Messaggio : Cav. Corsi, ho ricevuto, con molto piacere la sua e-mail .
Il mio, per quanto riguarda il Romano, potrebbe sembrare un punto di vista interessato, essendo suo paesano.
Le assicuro, invece, che le cose non stanno proprio così.
Sono ricercatore per divertimento, a tempo perso, e cerco di dare il mio piccolo contributo alla chiarezza storica.
La mia passione nasce da un punto di domanda: perchè Liborio Romano entra in questa storia ?
secondo me era un'idealista, non ha mai nascosto la sua posizione liberale, e per questo ha pagato di persona, con persecuzioni, carcere, ed esilio, ed ancora oggi sta pagando, la storia, al contrario di altri, non gli ha perdonato nulla, ma non ha fatto la giusta chiarezza.
Io sono convinto, come lei del resto, che non fu tradimento, ma forse leggerezza o vanità, ma in ogni caso, spinto solo dagli ideali liberali, unitari. Si possono condividere o meno, col senno di poi, le sue scelte, ma non lo si può accusare di aver fatto i suoi interessi, forse li avrebbe fatti meglio non apparendo sulla scena politica del 1860, come hanno fatto molti suoi contemporanei, rimanendo nell'ombra nei momenti peggiori, per poi uscire allo scoperto e raccoglierne i meriti a cose fatte. La situazione del Regno delle Due Sicilie, la conoscevano tutti, tranne il Re forse; come mai la difesa si è attivata solo con Garibaldi alle porte ? e come mai qualcuno , con le idee più chiare, opportunamente è rimasto nell'ombra, affermando: NON VOGLIO FARE DA BECCHINO AL REGNO DELLE DUE SICILIE !?
Liborio Romano, ha avuto il coraggio e la coerenza, non opportunistiche, per traghettare il Regno, nel momento peggiore, da un regime all'altro (evitando al popolo napoletano, guai peggiori). Si può essere unitari o meno, ma la chiarezza storica grida giustizia,
merito al merito.
La mia ricerca, volge alla verità, cercando ogni particolare di quel periodo, anche attraverso movimenti e scritti nettamente contrari alla figura del Romano. Sono passati tanti anni, ed ancora non siamo riusciti a fare piena chiarezza sugli avvenimenti del 1860, perchè schierati pro o contro, forse sarebbe opportuno unire le nostre forze e guardare serenamente quegli avvenimenti, ognuno dalla sua angolazione e con le sue vedute, è importante il confronto per un'unico scopo :LA VERITA'.
Giovanni Spano
Carlo Corsi

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Scritto da : domenica, 5 novembre 2006 01:13:44
E-mail : info@nazionenapulitana.org
Messaggio : Il contrario i superstiti dell'esercito napolitano scenderanno nel Sepolcro senza rimorsi, orgogliosi di non aver abbandonali il loro Re nella sventura, potendo rivolgere ai loro detrattori, disonoratosi col vile misfatto della diserzione, le parole del valoroso Bayard il Cavaliere senza macchia e senza paura : « Non » siamo noi, che dovete compiangere, ma voi stessi « che avete combattuto contro il vostro Re e contro la vostra Patria!!!... ».
Cav. Cario Corsi
Magg. di Artiglieria Capitolalo di Gaeta
Carlo Corsi

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Scritto da : domenica, 5 novembre 2006 00:55:34
Messaggio : L’articolista del Corriere, il deputalo Raffaele De Cesare, scrive nella primo colonna del giornale il Corriere dì Napoli: « I borbonici, furono implacabili contro Pianell, contro Nunziante e contro Liborio Romano, attribuendo al tradimento di costoro la catastrofe del 1860... A me preme che sia ancora, confermalo quello che ho sempre sostenuto: « tradimento non vi fu, vi fu leggerezza, vanità, incoscienza come nel Romano, irrequietezza torbida come in Nunzante, quella irrequietezza che gli fece poi smarrire la regione, ed una rivolta di coscienza come in Pianell ed in molti altri... »
Lascio da banda il Liborio Romano ed il generale Alessandro Nunziante, già severamente giudicati dalla storia ed entrambi liquidati, il primo dalle stesse sue Memorie pubblicale dal fratello Giuseppe ed il secondo dell'Ammiraglio C. di Persano nel suo Diario Privato-Politico-Militare degli anni 1860-61, e mi occuperò solo del generale Salvatore Pianell, Ministro della Guerra, dal 14 luglio al 3 settembre 1860 per rispondere al De Cesare, che se a lui, preme di affermare che la catastrofe del 1860 non fu opera di tradimento, a me preme pel contrario di dimostrare, per l'onore delle armi napolitane, che tutto fu opera del più perfido tradimento.
Dal Libro del Difensore di Gaeta, il maggiore carlo Corsi, Difesa dei Soldati Napoletani 1860, Napoli, Salvatore BAtelli, 1903, p. 6
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