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  Libro degli ospiti - Don Liborio Romano

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Ci sono 225 Messaggi

Ass.Cult.Restex

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Scritto da : martedì, 13 ottobre 2009 22:04:37
Località : Acquaviva delle fonti
E-mail : restex08@gmail.com
Messaggio : Salve, stiamo conducendo degli studi sul periodo Risorgimentale in Puglia, ed abbiamo trovato su un documento di congedo di un milite garibaldino una firma non molto leggibile del colonnello comandante che pare di Liborio Romano. Potrebbe essere la sua considerando il ruolo ricoperto e la data sul documento che è -Bari,13 ottobre 1860-. Grazie.
Giovanni Spano

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Scritto da : lunedì, 27 luglio 2009 10:07:38
Località : Patù
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : http://www.albergomammarosa.it
Messaggio : Grazie per le precisazioni, al signor Sandro Fortunati, un'invito alla divulgazione della cultura e della storia vera. Con piccoli contributi, documentati, possiamo ricostruire il mosaico della storia, in buona parte OSCURA.
Giovanni Spano
Sandro Fortunati

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Scritto da : domenica, 26 luglio 2009 18:46:21
Località : Milano
E-mail : sandrox@fortunati.net
Sito Web : http://www.cristinabelgiojoso.it
Messaggio : Buongiorno,

Per amor della precisione, volevo fare un piccolo appunto alle cifre che sono state riportate da Giovanni Lubrano.

Seguendo i dati ISTAT, dovrebbero essere sbagliate di un fattore 10.
Partiamo per esempio dalla prima cifra indicata di un milione di ducati , che dice pari a circa 450 miliardi di lire, ovvero circa 232 milioni di euro.
Questo vorrebbe dire un cambio di 1 ducato a 232 euro.
In realtà il cambio ( per quanto abbia poco senso) è di circa 1 ducato a 20 euro.

Il vitalizio di 60 ducati diventa di 1200 euro, l'elargizione di 200 ducati diventa di 4000 euro e così via.

Curiosamente l'ultima cifra riportata nell'articolo è corretta; infatti, 90 milioni di ducati sono effettivamente circa 2 miliardi di euro.

Colgo l'occasione per ringraziarvi per gli interessanti messaggi che ho potuto leggere.
Sono lombardo ed orgoglioso di esserlo, ma questo non vuol dire che non possa essere d'accordo con voi su molte cose che avete detto. Si sa, purtroppo la storia viene fatta dai vincitori, e per il loro interesse.

Sandro Fortunati
Giovanni Spano

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Scritto da : lunedì, 6 luglio 2009 09:49:27
Messaggio : Signor Rosario Mastroleo, felicissimo che le mi abbia fornito questa grande quantità di materiale, al quale io le vorrei rispondere voce per voce. Intanto mi scuso per aver letto solo oggi le sue lettere. La posso assicurare che molte notizie che lei cita, io le conoscevo già, anche io sono abbonato alla rivista Due Sicilie dell'amico Antonio Pagano.
Mi piacerebbe continuare a dialogare per la rinascita del nostro Sud. La storia, che lei racconta e che la storia ufficiale ignora, fa parte del passato che però noi non dobbiamo trascurare, e tanto meno dimenticare o vergognardi delle nostre radici. In tantissime cose concordo col lei, perchè come lei ho letto molto sul Risorgimento italiano, sul brigantaggio. Ho letto sul brigantaggio, molti
pocessi , con indignazione sostengo quello che lei sostiene, che la nostra è stata annessione e non come si vuole far passare l'Unità d'Italia.
Concordo un pò meno per quanto lei afferma sul Romano, sarà un personaggio discusso, ma forse da parte nostra meriterebbe uno studio approfondito. Anche l'amico Pagano, quasi in ogni rivista delle Due Sicilie, lo cita, ma ad oggi non ho visto una parola positiva. Io capisco che siamo di vedute diverse, ma questo non ci può esimere dall'approfondire, con un pò di abiettività, il periodo storico e il personaggio Romano.
Poi mi parla di arricchimenti facili del Romano, io non ho trovato nelle mie ricerche tracce di questi comportamenti.
Il Romano, era un'idealista, e per i suoi ideali ha sacrificato tutto. Se poi vogliamo fare una precisazione, le dico che il Romano aveva sognato un'Unità diversa. Lei mi pone tante domande sull'assenza del Romano da Ministro nel parlamento di Torino. Faccio notare che il Romano ha rivestito la carica di Ministro dell'Interno per soli 60 giorni e a cavallo tra i due regimi; e che nel Parlamento di Torino, non ha rivestito alcuna carica. I suoi interventi, suppur messo in minoranza, in favore dei popoli del sud, sono tanti, basterebbe guardare gli atti parlamentari. Ma quando lui eletto deputato al primo parlamento di Torino, seppur con un notevole numero di suffragi elettorali, fu confinato all'estrema sinistra. Potè far poco per il suo popolo, considerando anche che era alla fine della sua vita (è morto nel 1867) e che le presenze a Torino non erano molte data la sua precaria condizione di salute.
Io la ringrazio e mi auguro che questo Sud insieme possa far valere almeno oggi i suoi diritti.
Giovanni Spano

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Scritto da : lunedì, 6 luglio 2009 09:48:01
Messaggio : Signor Rosario Mastroleo, felicissimo che le mi abbia fornito questa grande quantità di materiale, al quale io le vorrei rispondere voce per voce. Intanto mi scuso per aver letto solo oggi le sue lettere. La posso assicurare che molte
Giovanni Spano

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Scritto da : lunedì, 6 luglio 2009 09:20:03
Località : Patù
E-mail : info@donliborioromano.it
Sito Web : http://www.donliborioromano.it
Messaggio : Gentilissimo signor Paolo, se il sito crea qualche problema, per l'inserimento degli articoli, me li può mandare direttamente all'indirizzo dell'associazione o a info@albergomammarosa.it, provvederò io a inserirli e a rispondere.
Rosario Mastroleo

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Scritto da : martedì, 23 giugno 2009 11:14:01
Messaggio : Da molti anni Giovanni Lubrano segue come storico le vicende militari e politiche della patria Italia ed è commendatore della Repubblica dal 2 giugno 2003.


LUBRANO – Con un decreto dittatoriale del 7 settembre del 1860 Garibaldi si attribuì mano libera sui depositi pubblici delle Banche delle Due Sicilie. Ricorderemo ricevute esistenti, a firma Garibaldi, per il prelievo, in unica soluzione, di circa un milione di ducati – pari a circa 450 miliardi di lire – dal Banco di Sicilia e più del doppio – mille miliardi di lire - dal Banco di Napoli ‘per la causa’ ovvero per le spese della spedizione dei Mille; senza dimenticare i prelievi dei luogo tenenti di Garibaldi in Sicilia ‘per le necessità di governo della dittatura’. *
Andiamo avanti.
25 settembre: Garibaldi assegna una pensione vitalizia di 60 ducati pari a 13000 euro alla figlia di Carlo Pisacane.
29 settembre: elargizione di 2000 ducati, (450000 euro) alle sorelle di Agesilao Milano, giustiziato per aver attentato nel 1857 alla vita di Ferdinando II di Borbone.
1 ottobre: viene concesso a due società toscane l’appalto di tutte le ferrovie meridionali. Esse sono di proprietà di Augusto Adami, pisano e Adriano Lemmi grande frammassone, livornese e cognato dell’Adami.
5 ottobre: 60 milioni di euro all’armatore Rubattino per le perdite dei piroscafi ‘Cagliari’ (spedizione di Carlo Pisacane) e del ‘Piemonte’ e del ‘Lombardo’ piroscafi restituiti e pagati prima del loro sequestro. L’intrallazzo si perfezionò dopo l’incontro a Modena tra il Rubatino, Vittorio Emanuele II e Cavour in cui l’armatore genovese aveva chiesto che fossero loro a garantire il pagamento delle navi: l’atto venne stipulato il 3 o 4 maggio dal notaio torinese Gioacchino Vincenzo Baldioli, nella sua abitazione privata di via Po.
19 ottobre: Garibaldi abolisce i dazi protezionistici.
23 ottobre: decreto che toglie dai beni della Casa Reale sei milioni di ducati pari a 1350 milioni di euro da distribuire a coloro che avevano subito ‘ingiustizie e persecuzioni dai Borboni’.
Altre perle: 60.000 ducati pari a 13.500.000 euro a Raffaele Conforti, ministro ‘costituzionale’ per soli 40 giorni, come se avesse rivestito tale carica ininterrottamente per 12 anni. **
Antonio Scialoja assegna a se e a suo padre la ‘modica’ somma di 200.000 ducati, pari a 40.505.000 euro firmando da solo l’ordine di prelevamento.
Aurelio Saliceti si fa assegnare, con soli 10 anni di servizio nella magistratura, la pensione di 2250 ducati, equivalenti a 52.500.000 euro pari a quella di un Consigliere di Cassazione con 40 anni di servizio.
Alexandre Dumas è nominato sovrintendente degli scavi archeologici di Pompei e di Ercolano: viene strapagato, presentando il conto al ministero dell’Istruzione. Alla fine del suo impegno napoletano, che durò fino al novembre del 1860 quando fu cacciato dal ‘galantuomo’, consegnò al governo piemontese una nota spesa di 86690 lire piemontesi che gli venne pagata. Poi ne chiese altre 7743, oltre a proporre di scrivere un libro sulle ‘malefatte’ dei Borboni con un modesto anticipo di 40.000 ducati. Sembra – secondo Montanelli e Nozza – che avesse ricavato anche quattrini dalla vendita al dettaglio di armi che Bertani, strettissimo ed influente consigliere di Garibaldi, gli aveva già pagato con 500.000 ducati.
Alla camorra, ‘da distribuire ai bisognosi del popolino’ vengono assegnati 75.000 ducati pari a 17 milioni di euro.
Con un ennesimo decreto del 26 ottobre, Garibaldi attribuisce una pensione vitalizia di 12 ducati mensili (2700 euro) a Marianna de Crescenzo, detta Marianna la sangiovannara, sorella del capo della camorra Salvatore, ‘uomo di fiducia’ Liborio Romano; a Antonietta Pace, Carmela Faucitano, Costanza Leipnecher e Pasquarella Proto, cioè all’intero vertice femminile della camorra. Il ‘prelievo’ avviene con un semplice biglietto scritto e senza alcuna giustificazione. Nel giro di due mesi le casse dei Borboni vengono ripulite perché i garibaldini hanno messo le mani su 90 milioni di ducati pari ad oltre 2 miliardi e mezzo di euro. (4° continua)

* Aldo Servidio, ‘L’Imbroglio Nazionale – Unità e unificazione dell’italia (1860-2000) Alfredo Guida editore Napoli 2002.

** 1848 Ferdinando II di Borbone aveva concesso una nuova costituzione , anticipando di alcuni mesi il ‘cuginetto’ Carlo Alberto di Savoia, quello del ‘Fatal Novara’.
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